109 famiglie catanesi in guerra per difendere i propri figli

Dal 1 luglio non viene più garantito il trasporto di 109 ragazzi disabili verso una struttura di assistenza e dal 1 settembre è possibile che venga chiuso l’intero servizio.

Il problema nasce dal solito palleggio di responsabilità tra l’Opera Diocesana Assistenza e il Comune di Catania.

Professione in Famiglia intende fornire il proprio contributo per risolvere quanto prima una soluzione e garantire ai figli disabili la continuità assistenziale.

La prima azione è quella di aver chiesto al Commissario Straordinario di ODA e al Comune di aprire un tavolo con la presenza delle famiglie.

https://m.catania.livesicilia.it/2018/09/03/interrotto-trasporto-bimbi-disabili-famiglie-sul-piede-di-guerra_472040/

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Video manifestazioni

 

Il confronto tra Comune e ODA

https://catania.livesicilia.it/2018/08/16/trasporto-disabili-il-comune-non-si-e-mosso-in-tempo_470368/

La reputazione diventa un asset economico e una nuova professione: PROFESSIONE in FAMIGLIA acquisisce una quota riservataria per 100 RAM e 100 RATER.

Professione in Famiglia ha sottoscritto un Protocollo d’intesa con l’associazione APART (Associazione Professionale Auditor Reputazione Tracciabile) e CROP NEWS (Cronache Reputazionali Oggettive Personalizzate).

Le due associazioni sono debitamente autorizzate per generare profili reputazionali di persone e imprese, certificando la credibilità dei soggetti esaminati, evitando quindi informazioni false sia in favore che contro la persona o l’azienda.

Ovviamente la reputazione viene preventivamente autorizzata dagli interessati.

Abbiamo ritenuto che tale strumento potesse essere di utilità, sia per le nostre imprese alla continua ricerca di personale affidabile, sia per le lavoratrici che intendono fornire informazioni attendibili sulla propria professionalità e reputazione nonché alle famiglia che ricercassero personale domestico.

È anche un’occasione occupazionale per migliaia di giovani diplomati o laureati che intendono entrare  in questa nuova professione. Infatti, APART pubblica apposito bando a numero chiuso per  12.000 RAM e 30.000 RATER.

Professione in Famiglia è titolare di una “quota riservataria”  relativamente a n. 100 candidati RAM e a n. 100 candidati RATER.

Per saperne di più sul progetto, cliccare qui >>

Per scoprire i Bandi Ufficiali cliccare qui >>

Per la procedura di Adesione come RAM, cliccare qui >>

Per la procedura di Adesione come Rater, cliccare qui >>

Chiunque fosse interessato o avesse la necessità di ulteriori informazioni, potrà interloquire con APART scrivendo al seguente indirizzo: info@apart-italia.com

Il codice riservato a Professione in Famiglia è incorporato nella domanda di adesione

apart

Progetto Ospedali Sicuri parte da Parma

Ieri si è svolto a Parma un confronto tra la nostra associazione con l’AGCI e la direzione dell’ospedale maggiore.

Presenti il Presidente di AGCI Nazionale Brenno Begani, Sarah Chiusano e Roberto Bianchi per Professione in Famiglia. Per la struttura ospedaliera il Direttore generale Massimo Fabi,  la responsabile amministrativa Paola Bodrandi e il responsabile per la prevenzione contro la corruzione Giovanni Bladelli.

PF e AGCI hanno evidenziato la necessità di contrastare il fenomeno di lavoro irregolare nell’ausilio di assistenza ai pazienti ricoverati attraverso badanti  non regolarizzate e succube di fenomeni di caporalato. Fenomeno sempre più presente nelle strutture ospedaliere.

La proposta delle due associazioni è di condividere un protocollo che regolamenti con maggiore attenzione tale fenomeno attraverso aziende specializzate e certificate nel servizio o da badanti regolarmente contrattualizzate.

Regolare il fenomeno permetterebbe una maggiore tutela anche dei pazienti che rischierebbero sanzioni e multe salate ma anche un migliore monitoraggio sanitario pre e post servizio a tutela delle lavoratrici, oltre ad una organizzazione più efficiente dei reparti.

La struttura ospedaliera, condividendo le preoccupazioni presentate, si è riservata di studiare il fenomeno e rincontrarsi a settembre per delineare una possibile soluzione organizzativa.

Professione in Famiglia incontra il Comune di Milano

 

A seguito di un precedente incontro con l’Assessore alle politiche sociali di Milano, Pierfrancesco Majorino, ieri si è incontrata una delegazione di Professione in Famiglia con la Dott.ssa  Emanuela Losito, responsabile Ufficio Progetti. Presenti per l’associazione Sarah Chiusano e Elisabetta Clerici.

Il confronto ha approfondito il servizio comunale WEMI, un portale e sedi fisiche a cui i milanesi si possono rivolgere per una serie di problemi, tra cui l’assistenza alla persona.

La specializzazione delle imprese rappresentate da PF e le sezioni titolate a svolgere l’attività di intermediazione non lucrativa del lavoro domestico con relativa gestione amministrativa del rapporto di lavoro, hanno raccolto un particolare interesse nell’interlocutore.

Da settembre è intenzione del comune migliorare il servizio WEMI permettendo a tutte le imprese che garantiscano caratteristiche di correttezza gestionale e tempestività nel servizio, di potersi iscrivere ed essere contattate direttamente dal cittadino.

Tale miglioramento raccoglie sicuramente l’interesse delle nostre imprese che forniscono i servizi domiciliari di ausilio familiare attraverso l’operatore d’aiuto e le sezioni nel garantire servizi di segretariato sociale.

Nelle prossime settimane si approfondirà la discussione con il comune sul piano tecnico.

A seguito della riunione si è svolto un incontro con le aziende e le sezioni di Milano per riassumere la discussione avvenuta, raccogliendo soddisfazione e interesse tra i presenti.

Scongiurato il trasferimento forzato per 31 anziani

Grazie all’intervento di Professione in Famiglia e al senso di responsabilità della casa di riposo e della regione Lazio, si è scongiurato il trasferimento “ forzato” di 31 anziani ospitati in una casa di riposo di Roma che aveva avviato le procedure per la trasformazione in Residenza Sanitaria Assistenziale.

Le norme infatti prevedono che gli ospiti di una casa di riposo siano autosufficienti ma, come si può intuire, il grado di autonomia di chi viene ricoverato in una casa di riposo è sempre molto discutibile e ai limiti della non autosufficienza.

Può altresì capitare che all’atto del ricovero, la condizione psico-fisica sia ancora accettabile ma facilmente destinata ad aggravarsi.

Applicando con estrema rigidità la norma, si sarebbe rischiato di vanificare le autorizzazioni per la trasformazione della struttura perché in presenza di soggetti non autosufficienti.

Per questo si prefigurava la possibilità di trasferire gli ospiti in altre strutture il tempo necessario per le verifiche ispettive, generando notevoli problemi psico-fisici per gli anziani e disagi per i familiari, considerando che le altre strutture distavano circa 100 km.

La cosa sembrava senza via d’uscita ma, anche grazie al nostro intervento, sono state riconsiderate le norme procedendo ad una visita preventiva degli anziani e, quandanche si fossero riscontrate condizioni di non autosufficienza cronicizzata, sarebbero state adottate procedure assistenziali specifiche in attesa dell’ottenimento definitivo della trasformazione in RSA della struttura.

La storia ha avuto un finale positivo. La struttura è stata autorizzata senza il trasferimento degli anziani.

Su esplicita richiesta delle famiglie ci è stato richiesto di non divulgare il nome della struttura per rispetto e tutela degli anziani ospitati .