OBIETTIVO ASSISTENZA di Crevalcore aderisce a Professione in Famiglia

Avvisiamo tutte le famiglie della provincia di Bologna che la cooperativa sociale  OBIETTIVO ASSISTENZA, specializzata nella fornitura  di servizi di assistenza domiciliare per la cura della persona, ha aderito a Professione in Famiglia.

In tale azienda potrete chiedere le prestazioni di assistenza, compreso l’operatore d’aiuto

L’azienda opera con il marchio Progetto Assistenza.

Indirizzo : via Modigliani, 534 Crevalcore (Bologna)

tel: 051 6800689

Professione in Famiglia aderisce all’appello per le donne in Afghanistan

Roma, 18 agosto 2021

AFGHANISTAN, ASSOCIAZIONI DONNE: SUBITO CORRIDOI UMANITARI, VARARE PIANO PER ACCOGLIENZA

Lettera al Governo, Commissione e Parlamento UE: ‘Farnesina ci riceva’

“La fuga verso l’Occidente da Kabul e l’avvento dei talebani, che hanno preso il comando dell’Afghanistan, preoccupano fortemente chi ha a cuore i diritti umani e la salvaguardia della vita di tutti i civili, specie di quelli più a rischio, come donne e bambini, il cui destino è nuovamente consegnato a un indicibile orrore. Sono nostre madri, amiche, sorelle. Non lo possiamo e non lo vogliamo più accettare. L’Europa deve agire, l’Italia deve reagire, noi donne e cittadine dobbiamo fare rete contro ogni violenza”.

E’ quanto scrivono in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Mario Draghi, ai ministri Luigi Di Maio e Luciana Lamorgese e, per conoscenza, alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e al Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, 78 associazioni tra le quali Donne per la salvezza, Le Contemporanee, Soroptimist International d’Italia, Fuori quota, Rete per la parità, Presidenza Asvis – Pierluigi Stefanini e Marcella Mallen, Casa internazionale delle donne di Roma, Casa internazionale delle donne di Milano, Manifestolibri, Human Foundation, InGenere, Un ponte per, Senonoraquando Libere, UCID, le associazioni aderenti a Inclusione donna, Politiche di genere CGIL, BASE Italia, Green Italia, Be Free, Associazione PoP.

“Quello che urge adesso è consentire a più donne, ragazze e bambine/i possibile di mettersi in salvo in queste ore in cui le maglie del controllo talebano sono ancora slabbrate. E sostenere chi decide di rimanere a lottare nel proprio paese, garantendo il monitoraggio internazionale sui diritti umani e delle donne in particolare”.

“Le organizzazioni firmatarie, e le/i singoli che possono farlo, si mettono a disposizione dello Stato e dell’Unione europea per contribuire ad ospitare chi è costretto a fuggire trovando per esse/i alloggi e ristori integrativi rispetto a quelli già inseriti nel sistema di accoglienza, nonché percorsi formativi e lavorativi che consentano loro una libertà e una sicurezza di lunga durata; e per contribuire a creare le condizioni per aiutare e salvare le donne in Afghanistan. Ogni vita salvata dalla violenza è una vittoria per qualsiasi democrazia degna di questo nome. Bisogna fare tutto e occorre farlo adesso ”conclude la lettera.

Per adesioni: afghanistan@donneperlasalvezza.it

ELENCO ASSOCIAZIONI ADERENTI

  1. Donne per la salvezza
  2. Le Contemporanee
  3. Soroptimist International d’Italia
  4. Fuori quota 
  5. Rete per la parità
  6. Presidenza Asvis – Pierluigi Stefanini e Marcella Mallen 
  7. Casa internazionale delle donne di Roma
  8. Casa internazionale delle donne di Milano
  9. Human Foundation
  10. InGenere 
  11. Un ponte per 
  12. CNDI
  13. GammaDonna
  14. Donne 4.0
  15. GWPR 
  16. Datecivoce
  17. EWA European Women Alliance
  18. Progetto Donne e Futuro
  19. ABF Fondazione Andrea Bocelli 
  20. ACF Azione contro la Fame Italia 
  21. AMINa
  22. Siciliane 
  23. Senonoraquando Libere 
  24. UCID Donne Nazionale
  25. Movimento Giovani Donne Ucid
  26. Inclusione donna con le sue associazione sottroscrittrici 
  27. Donne leader in Sanità
  28. SconfiniAmo
  29. Roadto50%
  30. Politiche di genere CGIL 
  31. Associazione Leadership & Empowerment Femminile – APS
  32. Associazione Blu Bramante 
  33. Differenza Donna Ong
  34. TelefonoRosa Piemonte
  35. EquALL
  36. European Women For Human Rights
  37. Family Smile 
  38. OBR Italia
  39. Rebel Network 
  40. Assist Ass. Naz. Atlete
  41. Associazione “Coordinamento3 – Donne di Sardegna
  42. Global Thinking Foundation
  43. Verona Professional Women Networking
  44. Fondazione Donna a Milano Onlus 
  45. Women In International Security (WIIS) Italy 
  46. Women in Surgery Italia
  47. Associazione giuriste in genere 
  48. Codice Donna
  49. Féminin Pluriel
  50. associazione Professione in Famiglia
  51. Associazione Piano C
  52. Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile di Torino
  53. Movimenta
  54. Led libertà e diritti 
  55. BASE Italia 
  56. Green Italia 
  57. Young Women Network 
  58. Professional Women’s Network
  59. Women in Film, Television & Media Italia
  60. Apid Torino  
  61. PWA – Professional Women’s Association
  62. B Women Italy 
  63. Pensare migrante
  64. Befree coperativa sociale contro la tratta e la violenza
  65. Giraffa
  66. Festival delle donne e dei saperi di genere
  67. Leggendaria
  68. Manifestolibri
  69. DEA Donnecheammiro
  70. Associazione Mezzocielo 
  71. EWMD (European Women’s Management and Development Network) ROMA.
  72. Possibile
  73. Pensare Migrante
  74. Recosol 
  75. SeoSpirito – Progetto LeROSA 
  76. Associazione PoP
  77. Associazione Nazionale CONFAPID
  78. Angels4women 

LA VELA di Castelnovo né monti aderisce a Professione in Famiglia

Avvisiamo tutte le famiglie della provincia di Reggio Emilia che la cooperativa sociale  LA VELA, specializzata nella fornitura  di servizi di assistenza domiciliare per la cura della persona, ha aderito a Professione in Famiglia.

In tale azienda potrete chiedere le prestazioni di assistenza, compreso l’operatore d’aiuto

Indirizzo : Piazzale Giacomo Matteotti, 10/a Castelnovo né Monti (RE)

tel: 353 3457867

ADIUVA VERI di Aprilia aderisce a Professione in Famiglia

Avvisiamo tutte le famiglie della provincia di Latina che la cooperativa sociale  ADIUVA VERI, specializzata nella fornitura  di servizi di assistenza domiciliare per la cura della persona, ha aderito a Professione in Famiglia.

In tale azienda potrete chiedere le prestazioni di assistenza, compreso l’operatore d’aiuto

L’azienda opera con il marchio PrivatAssistenza

Indirizzo : via dei Lauri, 160 Aprilia

tel: 06 97847566

AAA Cercasi badante disperatamente

Negli ultimi mesi si registra una consistente difficoltà nel trovare lavoratrici domestiche, in particolare badanti.

Una assenza di offerta di lavoro che sembra coinvolgere tutti i settori e che il dibattito sui media ascriverebbe troppo semplicemente alla crescita degli ammortizzatori sociali (CIG, assegno di cittadinanza, Naspi, ecc.).

Il settore domestico è da sempre caratterizzato da una forte presenza di lavoro nero. Tutti gli studi quantificano tale irregolarità pari al doppio dei regolarizzati. Ciò significa che gli occupati reali del settore si aggirino intorno a 1,8 milioni.

La tendenza di non farsi regolarizzare quando si beneficia di indennità di disoccupazione o di farsi regolarizzare parzialmente per rimanere nella fascia di reddito in cui non scatta l’Irpef (8.174 euro anno) è una costante che non giustifica il fenomeno di questi mesi.

Ci sono quindi altri elementi che motivano il calo dell’offerta.

Proviamo ad elencarli:

  1. Il periodo della pandemia ha ridotto la domanda a causa del pericolo di contagio e al rientro in casa di molti lavoratori (CIG e Smart working). Ciò ha generato un repentino rientro nei paesi d’origine di molti lavoratori domestici, non più rientrati a causa dei blocchi tra gli stati o per il timore del contagio o di non trovare lavoro.
  2. Il periodo estivo è da sempre caratterizzato da un calo dell’offerta di lavoro. Lo sblocco delle frontiere ha permesso a molte lavoratrici domestiche di poter rientrare liberamente nei propri stati. È quindi plausibile che abbiamo accumulato più giorni di ferie e colto l’occasione per allungare di due mesi le ferie.
  3. L’emersione/regolarizzazione del lavoro riservato ai settori domestico e agricolo dell’anno scorso ha fatto registrare l’emersione di 176.000 domestici (in prevalenza colf) ma la crescita occupazionale nel settore ne ha solo registrati 63.700. Possiamo quindi asserire che il settore abbia subito un calo degli occupati che giustifica la scarsa reperibilità di lavoratori sul mercato.
  4. La crescita delle badanti italiane nel decennio (+ 207%) non copre il lavoro in convivenza. L’87% infatti svolge prestazioni inferiori alle 40 ore settimanali. Anche questa potrebbe essere una causa di scarsa reperibilità in un segmento di orario maggiormente richiesto.
  5. Le badanti italiane che superano i 50anni di età sono passate dal 34 al 53% in 10 anni, mentre le straniere dal 41 al 61%. Esiste quindi un mancato rinnovamento generazionale nel settore che riduce significativamente l’offerta di lavoro nel segmento dell’assistenza verso la persona.
  6. La fase di vaccinazione non ha coinvolto le lavoratrici straniere, se non nell’ultimissima fase e solo alla prima somministrazione. La domanda esclude quindi gran parte delle lavoratrici e queste rinunciano a proporsi fin quando abbiano completato il ciclo vaccinale. Nel segmento dell’assistenza notturne ospedaliere è addirittura un vincolo per l’accesso in struttura.
  7. L’aumento della domanda ha fatto lievitare il costo del lavoro. Non si hanno dati a riguardo ma si stima che non sia inferiore al 10%. Questo destabilizza il mercato in quanto, anche chi ha già un’occupazione richiede l’aumento o abbandona il lavoro per un altro maggiormente remunerato.

Che fare dunque?

Come in tutti i momenti di crisi, il mercato si stabilizzerà.

La domanda è quindi se attendere che il mercato si stabilizzi naturalmente oppure cogliere questa occasione per riformare il settore dell’ausilio familiare.

Ipotizzare una crescita degli stipendi per stimolare l’offerta di lavoro è incompatibile con gli attuali costi per le famiglie. Cosa possibile solo con una forte defiscalizzazione che permetta l’emersione dal lavoro nero con retribuzioni adeguate e negoziate.

Aumenti delle retribuzioni strettamente legate all’accrescimento professionale delle lavoratrici e alla certezza di regolarità. Regolarità garantita solo ed esclusivamente se transita attraverso imprese specializzate in grado di garantire continuità occupazionale per le lavoratrici, servizi qualificati e supportati, certezza fiscale e contributiva per lo stato.

La famiglia, non essendo sostituto d’imposta, non potrà mai garantire questi standard. Il sistema di imprese accreditate potrebbe anche assumere un utile osservatorio sociale sulla condizione di non autosufficienza.

Percorsi formativi e di aggiornamento professionale con registri pubblici dell’incontro tra la domanda e l’offerta sul territorio potrebbero facilitare la buona occupazione e la sua regolarizzazione.

Ci si potrà obbiettare che occorrerà molto tempo per raggiungere questi obbiettivi ma, non sempre le scorciatoie garantiscono gli scopi prefissati.