DNA di Veduggio con Colzano aderisce a Professione in Famiglia

Avvisiamo tutte le famiglie della provincia di Monza-Brianza che la cooperativa sociale  DNA , specializzata nella fornitura  di servizi di assistenza domiciliare per la cura della persona, ha aderito a Professione in Famiglia.

In tale azienda potrete chiedere le prestazioni di assistenza, compreso l’operatore d’aiuto

L’azienda opera con il marchio Casa dell’Assistenza

Indirizzo: via Magenta, 43, Veduggio con Colzano (MB)

tel: 345 9680535

BUON 1° MAGGIO

Professione in Famiglia vuole augurare a tutti una felice Festa del Lavoro, normalmente caratterizzata da momenti di socializzazione e allegria ma che domani verrà vissuta con le distanze imposte dalla pandemia.

Enumerare tutti  coloro i quali sono stati chiamati a garantire il proprio lavoro, in particolare a chi è stato maggiormente esposto al contagio, sarebbe impossibile ma è a loro va tutto il nostro ringraziamento e riconoscimento, così come a coloro che lo hanno visto sospeso, a chi lo ha fornito da casa e a chi purtroppo lo ha perso.

In questo momento la famiglia ha svolto una funzione determinante per la tenuta sociale, rivalutando un ruolo che sembrava sbiadito da tempo.

Che la giornata di domani e di quelle che verranno, sia occasione di solidarietà, allegria e di maggiore consapevolezza per combattere l’epidemia e costruire una società migliore.

BUON 1° MAGGIO A TUTTI

UNA RAPPRESENTANZA A TUTELA DEGLI OSPITATI NELLE CASE DI RIPOSO E RESIDENZE SANITARIE

 

L’infezione corona virus ha messo in evidenza la condizione talvolta disastrosa di molte residenze
dove sono ospitati i nostri anziani prevalentemente non autosufficienti.
La nostra associazione ha affrontato il tema in un convegno del 13 dicembre 2018 organizzato
insieme a Fipac (il sindacato pensionati di Confesercenti). Il titolo era in parte provocatorio:
“quelle case senza amore”. Una parte della discussione muoveva dalla questione maltrattamenti,
ma si è ragionato sulla condizione generale del sistema anche considerandone la stessa
insufficienza quantitativa.
Tra le idee scaturite dalla discussione quella di dare vita ad una forma di rappresentanza degli
ospitati e delle loro famiglie di modo che si possa dare luogo a giusti e utili confronti a partire dalla
applicazione corretta dei contratti di ospitalità e dei regolamenti.
Sulla piazza di Roma si è poi praticato qualche esperimento ricorrendo alla figura del procuratore
prevista dall’art. 1392 del Codice civile. L’esito si è concretizzato in incontri con le direzioni
aziendali che hanno permesso di sollevare e risolvere concordemente varie lacune del servizio.
Ne abbiamo parlato con il vertice di una delle associazioni che rappresentano le strutture
sottoponendo l’idea di dare vita (magari in via sperimentale) a forme di rappresentanza. La
risposta, condita di apprezzamenti tutt’altro che positivi su imprese della concorrenza,
praticamente è stata: “ci pensiamo noi”.
Il 9 gennaio di questo anno abbiamo firmato il Contratto nazionale di lavoro per il settore che
abbiamo definito “dei servizi di ausilio familiare”. Si è trasformato in CCNL l’Accordo nazionale del
28 novembre 2016 che aveva regolamentato i cococo di imprese (prevalentemente cooperative)
che forniscono assistenza alle famiglie promuovendo la qualifica di “operatore di aiuto”. Il
Contratto estende il campo di applicazione (per esempio tagesmutter) e la platea dei contraenti. i
E inventa la figura del “Procuratore di aiuto”. Vedere Art. 11 allegato.
Le vicende di queste settimane dicono che l’idea non è bizzarra per niente. Sarebbe bene
coalizzare nella sua attuazione le rappresentanze anche sindacali degli anziani. Ne potrebbe
scaturire un sistema capace di promuovere un miglioramento. Che ce ne sia bisogno non ci sembra
discutibile.
Non ci montiamo la testa e restiamo di parere che deve funzionare al tempo stesso il controllo
pubblico sul sistema.
Aldo Amoretti Presidente Professione in Famiglia
Bruno Perin Vice Presidente Professione in famiglia

CCNL Servizi si ausilio familiare
Capitolo 1
Art. 11 – Procuratore d’aiuto
  1. Ogni lavorator*, senza distinzione di rapporto e in possesso dei requisiti di onorabilità potrà ricevere formale procura dalle famiglie per i seguenti atti:
    1. Verifica della corretta applicazione del contratto di ospitalità in strutture residenziali di assistenza;
    2. Disbrigo di semplici adempimenti amministrativi.
  2. Per tale mandato, il soggetto ricevente viene definito “Procuratore d’aiuto”.
  3. La procura sarà formalmente redatta dalla persona titolare del diritto o da un suo familiare qualora essa non sia in condizioni di intendere e di volere.
  4. La procura potrà avere carattere generale o, se necessario, specifica per atti amministrativi.
  5. È cura del mandante mettere a conoscenza i terzi coinvolti della procura effettuata.
  6. La procura non esonera il mandante dalle responsabilità civili e penali, così come i comportamenti adottati impropriamente dal procuratore d’aiuto arrecanti danni al mandante o a terzi sono attribuiti al medesimo.
  7. La forma giuridica della procura trova riferimento nell’art. 1392 del Codice Civile e suoi derivati.
  8. Gli atti del procuratore d’aiuto dovranno essere sempre preventivamente concordati con il mandante.
  9. Ogni atto del Procuratore d’aiuto dovrà essere trasmesso al mandante in forma scritta o attraverso posta elettronica.
  10. Il procuratore d’aiuto non si sostituisce alle funzioni professionali previste per gli Ordini o Albi professionali.
  11. Il rapporto tra il mandante e il ricevente procura è regolato attraverso la forma di “Prestazione professionale autonoma”.
  12. Per l’esercizio dell’attività di procuratore d’aiuto è riconosciuto il compenso economico mensile moltiplicato per i mesi previsti dalla procura e nella misura convenuta tra le parti con atto scritto.
  13. La procura si intende cessata con formale recesso di una delle due parti contraenti con preavviso di otto giorni di calendario.

Continua il pressing verso la politica. Prime risposte dopo la lettera aperta al Governo e alle forze politiche sull’emergenza Covid19.

gaddaProfessione in Famiglia incontra l’on. Maria Chiara Gadda (Italia Viva) e dopo un approfondito esame della situazione legata al settore dei servizi di ausilio familiare e, più in generale sull’emergenza Covid19 e sulla possibile ripresa, si sono presentate alcune proposte da poter prendere in esame nei prossimi provvedimenti del Governo.

  • Sanatoria generale per le persone extracomunitarie presenti sul territorio nazionale senza regolare permesso di soggiorno.

Il provvedimento permetterebbe a circa 600.000 irregolari di accedere al sistema sanitario e contenere la diffusione del virus. Inoltre, potrebbe essere un immediato bacino di forza lavoro per quando avverrà la ripresa economica.

  • Possibilità di portare a detrazione fiscale l’intero costo dei servizi di ausilio familiare per le persone non autosufficienti (badanti e operatori d’aiuto).

Il provvedimento permetterebbe un aiuto concreto alle famiglie e farebbe emergere il forte lavoro nero.

  • Maggiore coordinamento tra enti locali, ASL e aziende che forniscono servizi privati per l’assistenza domiciliare.

Ciò permetterebbe di garantire l’assistenza qualificata di ausilio nella fase di convalescenza e riabilitazione post ricovero ospedaliero Covid19, supporto psicologico agli operatori e alle famiglie e recupero sociale attraverso la videocomunicazione.

  • Percorso formativo per la riqualificazione professionale degli operatori destinati ai servizi di assistenza di ausilio.

La situazione generata dal contagio comporta un salto di qualità nella fornitura dei servizi di assistenza di ausilio alla persona. Saper interagire con l’assistito e i suoi familiari e prestare il servizio con le adeguate protezioni riqualificherebbe l’importanza sociale dell’occupazione nel settore.

  • Permettere alle imprese che forniscono servizi di assistenza di ausilio alla persona di potersi inserire nella “Carta della famiglia” di recente costituzione da parte del Ministero della Famiglia.

La Carta della famiglia prevede una scontistica per l’acquisto di beni e servizi.

Al momento sono ammesse solo imprese commerciali.

  • Agevolare il servizio di assistenza educativa per minori anche attraverso la figura della Tagesmutter.

Tutte le strutture scolastiche sono chiuse fino alla fine dell’emergenza Covid19.

Alla ripresa produttiva, molti asili nido e scuole materne non riusciranno a garantire servizi sufficienti.

I servizi di cura educativa dell’infanzia da 1 a 6 anni presso il domicilio della Tagesmutter, debitamente formata e autorizzata, potrebbe fornire un utile aiuto alle famiglie chiamate a rientrare al lavoro.

Queste alcune proposte consegnate all’on. Gadda che ne valuterà l’adozione in seno al Governo e con tutte le forze politiche presenti in Parlamento

COVID19 – Maggiori tutele di settore

I Decreti del Governo vengono sfornati giorno per giorno al fine di rafforzare il sistema sanitario, contrastare la diffusione del virus e proteggere l’economia del Paese.

Confronti permanenti con le organizzazioni di rappresentanza per garantire il reddito di chi è stato costretto a sospendere il lavoro stanno coprendo la quasi totalità della platea coinvolgibile con l’esclusione di chi è sempre stato emarginato dall’attenzione di chi ci ha governato, nessuno escluso.

Il lavoro di ausilio familiare fornito da un esercito di colf e badanti per la cura e l’assistenza della casa e della persona vengono lasciate al loro solitario destino e insieme a loro anche le persone assistite, per lo più non autosufficienti.

Un lavoro caratterizzato dall’irregolarità e dalla spontaneità professionale. Svolto da donne per lo più clandestine che avranno più di uno scrupolo nel rivolgersi ad un medico, anche in presenza di sintomi riconducibili al Coronavirus, o di avvisare la famiglia per non perdere l’unica fonte di guadagno e di un tetto sulla testa.

Professione in Famiglia ha contattato organizzazioni di comunità extracomunitarie rappresentative di questo settore come le ucraine, moldave e le filippine e coinvolto le parti sociali che sottoscrivono il contratto di lavoro, trovando una scarsa sensibilità nel fare fronte comune adeguando il contratto alla situazione straordinaria e spingere la politica a provvedimenti adeguati per il settore.

Non si son dati per vinti! Forti del dramma a cui stanno assistendo  e hanno concordato una serie di proposte urgenti da adottare.

  1. Una sanatoria per tutti i lavoratori clandestini che permetta loro di emergere dal lavoro nero entro 12 mesi ma potendo usufruire appieno del sistema sanitario, ovvero l’apertura dei flussi migratori per lavoro in settori non coinvolti nella sospensione come ad esempio il lavoro domestico e di assistenza domiciliare o agro-alimentare.
  2. Copertura assicurativa dell’Inps anche per i domestici, finora scandalosamente esclusi.
  3. Congedi parentali anche per i casi di assistenza agli anziani non autosufficienti e ammortizzatori sociali anche per i domestici che hanno perso il lavoro.
  4. Clausole di salvaguardia sulla salute e la sicurezza sul luogo di lavoro domestico.
  5. Istituto contrattuale che preveda la sospensione dal lavoro senza dover ricorrere al licenziamento.
  6. Allargamento delle prestazioni socio-assistenziali dei fondi contrattuali.
  7. Cogliere la drammatica occasione per far emergere il lavoro nero attraverso la defiscalizzazione totale del costo sostenuto dalle famiglie nella cura di ausilio familiare fornito da badanti o da imprese specializzate nell’assistenza domiciliare.

Proposte concrete che si aggiungono agli accorati appelli di intellettuali apparsi sui quotidiani in questi giorni e l’occasione di costruire un vasto movimento di opinione che porti alla meritata ribalta il dramma di milioni di famiglie.

idee per interventi lavoro domestico (3)

lettera a Governo 27.03.2020