Il Decreto Rilancio e la commozione di Bellanova

Ieri, il Governo a emanato il Decreto Rilancio per sostenere la ripresa produttiva, allungare e ampliare le forme di aiuto a lavoratori, piccoli imprenditori e famiglie e rafforzare il sistema sanitario in una malaugurata previsione di ripresa dei contagi.

Per le famiglie si rafforza e si proroga il congedo parentale, parallelamente al Bonus Baby sitting che si allarga ad altre forma di cura per l’infanzia.

Su questo argomento la nostra associazione ha richiesto che tale Bonus possa essere speso anche verso le imprese che forniscono servizi di cura per l’infanzia e che le procedure per coprire le spese della babysitter siano più snelle e superino i passaggi complessi del Libretto Famiglia.

Parallelamente si richiede che venga istituito un Bonus anche per l’ausilio familiare per la cura dei soggetti non più autosufficienti.

Nel Decreto  si è risolto temporaneamente anche il problema della regolarizzazione dei permessi di soggiorno per stranieri sprovvisti ma presenti massicciamente nel mondo del lavoro, in particolare nell’agricoltura, zootecnia e domestico.

Un passaggio delicato perché doveva coniugare gli aspetti sanitari con quelli economici e penali.

Sanitari per garantire il diritto all’assistenza anche per costoro ed evitare la diffusione incontrollata del virus. Economici perché il blocco dei flussi stranieri e l’urgenza dei raccolti non trovava la manodopera sufficiente sul mercato del lavoro interno ma una vasta platea di irregolari disponibili. Penali perché i datori di lavoro che facevano lavorare gli irregolari erano soggetti a sanzioni penali.

La soluzione trovata ha garantito il giusto equilibrio dei tre aspetti.

I datori di lavoro potranno fare emergere gli occupati irregolari con una penale amministrativa di € 400 a persona ma solo per coloro che non siano stati condannati per caporalato.

L’irregolare potrà richiedere un permesso di soggiorno di 6 mesi dimostrando la sua presenza sul territorio italiano prima del 20 marzo 2020, pagando € 160 per spese amministrative.

Tale permesso potrà servire per ricevere aiuti sanitari e ricercare lavoro regolare.

Questo permetterà alle imprese di soddisfare il fabbisogno di manodopera e alle famiglie di trovare l’assistenza domestica con maggiore facilità e regolarità.

La Ministra Bellanova, ha presentato con evidente commozione il risultato ottenuto per la sua storia personale di bracciante agricola, ponendo l’enfasi al contrasto del caporalato e sfruttamento in cui venivano sottoposti migliaia di stranieri.

Professione in Famiglia saluta favorevolmente la soluzione trovata, non solo perché sin dalla sua nascita ha inteso contrastare tutte le forme di irregolarità e sfruttamento ma anche perché è la prima volta che viene posto il problema del welfare familiare e le sue contraddizioni al pubblico dibattito.

Centinaia sono i casi di sfruttamento e caporalato anche nel settore domestico, accompagnato da truffe ai danni delle famiglie.

Prima del lockdown, sono rientrati dall’Italia in Romania oltre 100.000 rumeni, svuotando le nostre case e lasciando senza assistenza i nostri familiari.

Oggi, con la ripresa lavorativa si riscontrano evidenti difficoltà nel reperire personale domestico.

Anche la denuncia di Bellanova verso false cooperative sociali che sfruttano le badanti ha fatto sobbalzare sulla sedia molti di noi ma non è un attacco alla forma societaria che veniva indirizzata l’accusa, quanto all’assenza di attenzione verso tale fenomeno che coinvolge caporalato negli ospedali per l’assistenza notturna, associazioni strumentali che forniscono servizi assistenziale facendoli passare come mutualità associativa, organizzazioni etniche che organizzano tratte migratorie finalizzate allo sfruttamento.

Da parte nostra abbiamo fornito alle cooperative sociali uno strumento contrattuale che permette di assumere regolarmente queste persone. Lo abbiamo fatto nel totale disinteresse delle parti sociali preposte a regolare la materia e che magari oggi chiederanno maggiori interventi o si sentiranno chiamati in causa.

È il classico sasso nella piccionaia che speriamo obblighi tutti noi a prestare maggiore attenzione al settore.

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