Professione in Famiglia incontra la vice presidente del Senato

fedeLa presidenza di Professione in Famiglia è stata ricevuta dalla vice Presidente del Senato On. Valeria Fedeli.

È stato evidenziato lo stato del settore dell’assistenza alla persona e in particolare la crescente tendenza ad affrontare il problema attraverso soluzioni private, prevalentemente con il ricorso alla badante.

Ciò ha comportato lo svilupparsi di fenomeni ingovernabili di sfruttamento e di irregolarità sempre più frequenti.

Il volume economico del settore supera l’1% del PIL nazionale e coinvolge 1,5 milioni di occupati, di cui 600 mila non regolarizzati.

L’assistenza delle persona, particolarmente quella anziana non più in grado di essere indipendente, coinvolge 4,2 milioni di persone e di queste, 3 milioni sono non autosufficienti riconosciuti.

Visto il mancato governo del settore e la tendenza al risparmio delle famiglie, la qualità del servizio è nettamente insufficiente alle necessità di cura.

Professione in Famiglia ha presentato due punti fondamentali di intervento:

  1. Permettere alle famiglie di portare a deduzione fiscale l’intero costo dell’assistenza extra sanitaria della persona, in particolare se non autosufficiente. Ciò fornirebbe un aiuto reale alle famiglie e all’emersione di oltre 400 mila lavoratrici irregolari, con il pareggio dei conti nell’arco di pochi anni.
  2. Governo del settore nazionale e territoriale con il coinvolgimento delle parti sociali che rappresentano i datori di lavoro e i lavoratori e le istituzioni preposte dello Stato. Per tale attuazione basterebbe utilizzare la legge 339/58 ancora vigente ma non applicata.

Professione in Famiglia ha infine dettagliato l’accordo sindacale che regolamenta l’operatore d’aiuto per le imprese che svolgono i servizi di assistenza, rimarcando la necessità di una maggiore tutela del lavoro e una migliore qualificazione professionale. Le stime prevedono la possibilità di creare oltre 100.000 nuovi porti di lavoro.

In ultimo si è affrontato il problema della violenza domestica, problema che in estremi casi arriva anche all’omicidio. La disponibilità dell’associazione di svolgere una azione culturale per la prevenzione del fenomeno in generale è garantita. In particolare si impegna ad inserire nei percorsi formativi degli operatori dedicati all’assistenza, uno spazio riservato a tale fenomeno.

Si è infine fatto rilevare una palese discriminazione a discapito dei lavoratori domestici, unica categoria in Italia a non godere dell’assicurazione obbligatoria in caso di malattia.

L’On Fedeli ha apprezzato il lavoro svolto dall’associazione riconoscendo che il fenomeno descritto ha una evidente  necessità di essere governato. Si è quindi impegnata a ricercare le soluzioni più idonee per portare l’argomento alla sensibilità della politica e a partecipare, per quanto possibile, a pubblici dibattiti e approfondire le possibili soluzioni.

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