COORDINAMENTO DONNE DI PROFESSIONE IN FAMIGLIA ADERISCE ALLA RETE “DONNE PER LA SALVEZZA”

Il progetto di Donne per la salvezza ha come obiettivo quello di una ripartenza economica, sociale e culturale alla pari, e l’obiettivo delle donne che ne fanno parte è chiaro: quello di uscire, tutti insieme, dalla crisi generata dall’emergenza sanitaria anche grazie al lavoro delle donne.

Non si tratta di sviluppare in tal modo, una teoria femminista, ma di generare e formulare una richiesta: quella di far decollare il lavoro delle donne anche attraverso dei fondi straordinari europei da destinarsi per il 50% ai progetti e alle iniziative femminili.

In questo contesto si colloca, il manifesto delle donne per una ripartenza alla pari.

Le idee e le proposte del nostro coordinamento saranno rivolte da un lato al capitolo cure a domicilio e non autosufficienza, rappresentando le istanze del lavoro delle nostre operatrici di aiuto, dall’altro alle richieste di pari opportunità inerenti ai finanziamenti e alle politiche paritarie di accesso al credito al fine di sostenere l’imprenditoria femminile che rappresenta nel nostro settore oltre il 50%.

Le donne dell’associazione si interrogano sul settore dell’assistenza

Le donne del Direttivo si sono incontrate lunedì 22 marzo per confrontarsi sulle tematiche femminili riconducibili al settore in cui operano.

Presenti alla riunione tutte le realtà dell’associazione (famiglie, imprese e procuratori d’aiuto).

La discussione si è soffermata particolarmente sugli aspetti dell’assistenza e sulla cura, più specificatamente sul peso e la responsabilità che grava sul genere femminile e che quindi occorre supportare adeguatamente.

Il lavoro di assistenza è caratterizzato sostanzialmente dalle donne. Quasi la totalità degli operatori sono donne, il 50% dei presidenti di cooperative sociali del settore SPAD sono donne, così come le lavoratrici domestiche al 90% e i caregiver familiari.

Visti i numeri, intervenire a sostegno del settore di ausilio familiare, significa aiutare le donne.

Occorre quindi passare dalla fase di denuncia a quella della proposta.

Sostenere la proposta dell’associazione di sgravare fiscalmente il costo dell’assistenza di ausilio familiare sulle famiglie, significa: garantire adeguato supporto assistenziale, oggi a totale carico familiare; riqualificare i servizi domiciliari; accrescere il potere d’acquisto delle lavoratrici e rafforzare l’economia delle imprese.

L’intera associazione dovrà quindi continuare, con maggior incisività, la sua azione di sensibilizzazione verso le organizzazioni sociali e politiche affinché la tematica della non autosufficienza e della relativa cura sanitaria e di ausilio trovi soluzioni stabili nel tempo.

Occorrerà inserire il nostro settore nella discussione sull’occupazione femminile,  al centro del recovery plan e dei progetti ad esso collegati.

Il sostegno formativo per qualificare gli interventi assistenziali e l’imprenditorialità femminile sono un primo passo concreto per sostenere il settore.

Per raggiungere tali obbiettivi occorre dispiegare azioni di maggior coinvolgimento di tutti gli attori sociali e politici. A tale proposito di propone di allargare il confronto alle associazioni, per vari motivi presenti nel settore, coinvolgere il mondo accademico e intellettuale e richiedere il confronto con le donne presenti in politica perché si assumano le proprie responsabilità in forma legislativa.

Le varie proposte di legge presenti in Parlamento sulla tematica non trovano i giusti canali per accedere all’iter legislativo. Tra queste quella dell’On. Carnevali (PD). Riprendere il confronto con tutte le forze politiche presenti nel Parlamento, sarà un impegno che chiederemo a PF.

Parimenti, una azione più incisiva verso i sindacati per trovare un comune terreno di azione, deve essere perseguito, così come allacciare rapporti con la miriade di piccole associazioni o aggregati sociali che si interrogano sulle tematiche assistenziali.

La riunione si è conclusa con l’impegno di coinvolgere tutte le donne iscritte a PF, creare un profilo social che possa parlare all’intero mondo attraverso la visione femminile dell’assistenza e promuovere pubblici dibattiti con personalità impegnate nel sociale. 

NON AUTOSUFFICIENZA – UNA SVEGLIA ALLA POLITICA

Nasce una coalizione di organizzazioni che vogliono affrontare il problema non autosufficienza anche in relazione al PNRR (Piano Nazionale di Riforme e Resilienza) che si deve mettere a punto in ragione dei programmi europei Next Generation EU (NGEU) e cioè i programmi di spesa degli oltre 200 miliardi di Euro messi a disposizione della Unione Europea per l’Italia.

Si parte dalla costatazione che tutte le proposte fin’ora circolate non parlano di non autosufficienza, ma in generale di sanità.

Si rievidenzia un problema da noi denunciato da quando la nostra associazione è nata (2012): le forze della politica e perfino le gradi forze della rappresentanza sociale, sembrano non interessarsi al problema salvo cenni propagandistici ogni tanto.

Abbiamo sempre sostenuto che fosse necessaria una coalizione (una alleanza) tra le organizzazioni che hanno a cuore il problema e che hanno idee su come affrontarlo.

Siamo finalmente alla nascita di una tale coalizione. Ci si è messo alla testa il Prof. Cristiano Gori della Università di Trento, già promotore della Alleanza contro la povertà. La nostra associazione è dentro questa coalizione con le sue idee da confrontare e mediare con le altre conformemente agli obiettivi generali del PNRR.

L’iniziativa ha già dato la sveglia alla grande stampa. Su il Corriere della sera del 12 marzo un articolo di fondo di Dario Di Vico dà la notizia sottolineandone il valore e la concretezza di proposta.

Tutte le notizie su www.luoghicura.it con l’intera piattaforma e una sua sintesi.

Faremo la nostra parte in questa battaglia.

Aldo Amoretti

Convocazione Assemblea nazionale di Professione in Famiglia

Agli iscritti di Professione in Famiglia

Oggetto: Convocazione Assemblea

Carissimi e carissime,

con la presente siamo a convocare l’Assemblea Nazionale dell’associazione per discutere il seguente ordine del giorno:

  1. Elezione Collegio dei Probiviri
  2. Varie ed eventuali

L’Assemblea si svolgerà attraverso la modalità di videoconferenza

In prima convoca alle ore 21 di lunedì 1° marzo 2021

In assenza di numero legale (35.235) l’Assemblea si riunirà in seconda convocazione il giorno martedì 2 marzo 2021 alle ore 09:00.

Si presume la fine dei lavori alle ore 09:30

Per connettersi all’assemblea, sarà sufficiente cliccare sul seguente link (piattaforma ZOOM) e attendere di essere autorizzati.

Assemblea prima convocazione https://us02web.zoom.us/j/89427012367?pwd=ZjdUOW9ibkg1SnJWaXhOeU5IUnZlQT09

Assemblea seconda convocazione https://us02web.zoom.us/j/82715817131?pwd=VmZMY21qS0lTVm9iQXZUYUQycUZ4UT09

Onde evitare sovraccarichi di connessione verranno oscurati i video e attivati per i soli richiedenti parola.

Cordiali saluti

Roma, 18/02/2021

Il Presidente Professione in Famiglia

                                                                                                       Aldo Amoretti

Gli italiani preferiscono la regolarizzazione – Cambiare la Bossi-Fini e riformare il settore dell’assistenza

COMUNICATO DI PROFESSIONE IN FAMIGLIA

Alla scadenza del termine previsto per il 15 agosto per la regolarizzazione di persone extracomunitarie irregolari, presenti sul territorio nazionale, in particolare e solo per i settori agricolo e domestico, i casi emersi sono stati 207.000, di cui 176.000 solo nel settore domestico.

Gli irregolari senza permesso di soggiorno erano stati quantificati in 600.000 e nei settori agricolo e domestico se ne ipotizzavano circa 250.000.

Questi dati confermano l’interesse degli italiani alla regolarizzazione dei propri lavoratori e che i limiti della legge Bossi-Fini sia stata la causa maggiore dell’irregolarità esistente.

Sicuramente, se il Governo avesse fornito un permesso temporaneo agli irregolari, senza vincolarlo all’emersione e a soli due settori, i numeri sarebbero stati decisamente maggiori, con migliori garanzie sanitarie per tutte queste persone e per l’insieme della popolazione italiana, ancora in affanno nel contrastare una possibile ripresa di contagio.

Nonostante l’emersione riscontrata, sono ancora molti i disagi per le famiglie e le imprese del settore di ausilio familiare. Il blocco comprensibile verso paesi a forte vocazione professionale domestica, come ad esempio la Romania, hanno impedito di poter garantire servizi di assistenza domiciliare proprio per l’assenza di personale.

È quindi auspicabile che chi ci governa faccia tesoro dell’esperienza di questi pochi mesi per riformare le modalità di accesso al lavoro degli altri 400.000 lavoratori ancora irregolari evitando inutili e costose procedure burocratiche e riconosca il diritto sanitario a tutte le persone presenti sul nostro territorio per il bene di tutti.

Un’occasione storica da non perdere anche per incentivare la fornitura di servizi di assistenza di ausilio domiciliare attraverso imprese specializzate.

Rendiconto statistico Ministero degli Interni