CONVEGNO UNIPOL – A CIASCUNO IL SUO WELFARE

CONVEGNO UNIPOL    A CIASCUNO IL SUO WELFARE
Bisogni mutevoli, scelte individuali, risposte integrate
Si è svolto a Roma il 5 dicembre l’appuntamento annuo organizzato da Unipol tramite quello che chiamano WELFARE ITALIA laboratorio per le nuove politiche sociali.
Si è svolto un ripasso abbastanza organico di tutto il menù riguardante il welfare pubblico e privato e le sue prospettive anche con l’aggancio all’Europa.
Tra gli altri è intervenuto Tito Boeri Presidente Inps che ha sottolineato come il problema più rilevante e crescente nella prospettiva è quello della non autosufficienza e che per affrontarlo è necessario un aumento delle risorse destinate alla spesa relativa passando dal 2 al 3,2% del Pil.
Occorre dare di più alle persone che hanno veramente bisogno evitando gli abusi. Secondo il Presidente Inps occorre che di questo tema se ne faccia un programma di legislatura anche riformando la indennità di accompagnamento in un impianto nel quale l’intervento pubblico deve rimanere fondamentale.

LA BABELE DELL’ASSISTENZA DOMICILIARE IN ITALIA

LA BABELE DELL’ASSISTENZA DOMICILIARE IN ITALIA: chi la fa, come si fa.

Convegno di ITALIA LONGEVA  al Ministero della Salute
Nei giorni 11 e 12  luglio cdon il titolo Long-Term Care TWO Gli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine si è svolto a Roma  un Convegno promosso da Italia Longeva al quale abbiamo partecipato.
L’interessante discussione si è svolta soprattutto intorno ai contenuti di un documento, frutto di una impegnativa ricerca, che definisce, appunto, lo stato dell’assistenza domiciliare in Italia una BABELE.
Il tutto consultabile su www.italialongeva.it.

16 giugno 2017 Giornata Internazionale Lavoratrici e Lavoratori Domestici

Come ogni anno da alcuni anni il 16 giugno è occasione di incontro con ricca occasione di confronto tra i soggetti protagonisti del tema. Molti gli interventi di immigrati e loro associazioni e di grande rilievo quello di Elizabeth Tang, Segretaria Generale dell’International Domestic Workers Federation (Idwf). Acli Colf ha aderito recentemente alla organizzazione sindacale internazionale della categoria.
E’ intervenuto anche il Presidente di Professione in Famiglia Aldo Amoretti. Ha denunciato come il tema non autosufficienza non sia tutt’ora all’ordine del giorno della vita sociale e politica del nostro paese e come rispetto al lavoro nero di una parte grande delle badanti prevalga un atteggiamento che lo considera non un male, ma una cosa da tollerare. Del resto non c’è nessuno che chieda a Salvini se non intenda mandare a casa anche le badanti non in regola.
Amoretti ha sottolineato come tutti o quasi gli operatori del settore e le organizzazioni rappresentative concordino con l’idea di un regime di forte beneficio fiscale alle famiglie che si avvalgono della badante in regola (per semplificare diciamo deduzione dal reddito di tutta la spesa per badante). E siamo tutti d’accordo che la spesa per lo Stato sarebbe modestissima perché la riduzione fiscale sarebbe ampiamente compensata dalle entrate di Irpef e contributi sociali. Per ottenere questo risultato occorre una coalizione tra i soggetti interessati analogamente a come si è fatto sul tema povertà con la costituzione di Alleanza contro la povertà. Va dato merito ad Acli e Caritas di esserne stati promotori e di avere trascinato nella impresa molte altre organizzazioni obbligando la politica a cominciare con il mettere mano al problema. E’ una esperienza che va ripetuta a proposito di non autosufficienza e il tempo è adesso. Fra non molti mesi si andrà comunque ad elezioni politiche. Tutti i partiti e movimenti politici elaboreranno i loro programmi; quasi tutti proclamano di voler ridurre le tasse. Diciamogli per tempo: “bene incominciate con un grosso sconto fiscale alle famiglie che utilizzano badanti per assistere non autosufficienti. Il costo sarebbe minimo rispetto a tutte le altre ipotesi e l’effetto molto più benefico e rilevante.”

NON AUTOSUFFICIENZA A CONVEGNO AUSER

Il 9 febbraio Professione in Famiglia ha partecipato al Convegno AUSER svolto a Roma presso la Camera dei Deputati e dedicato a “Domiciliarità e residenzialità per l’invecchiamento attivo” anche alla luce di una rilevante riceca dedicata al tema condotta e illustrata da  Claudio Falasca.

Tra gli intervenuti anche il Presidente Inps. “Il modo in cui è stato affrontato il tema in Italia è basato sull’incrocio tra sostegno informale delle famiglie e la disponibilità di lavoro a relativamente basso costo grazie all’immigrazione“.  “Questo modello – ha continuato Boeri – che grava così tanto sulla famiglia non è in grado di reggere questa sfida“. E ancora: “il grande quesito che dobbiamo porci è come trovare risorse per garantire un’assistenza pubblica di qualità alle persone non autosufficienti negli anni che ci stanno davanti“. Infine Boeri si chiede “se non valga la pena di introdurre dei contributi obbligatori destinati in modo trasparente al fondo della non autosufficienza“.

E’ bene che anche queste idee vengano fuori e che si affronti il tema per troppo tempo fuori dall’ordine del giorno della vita sociale e politica del Paese.

Anche noi abbiamo le nostre proposte a cominciare da quella di deduzione dal reddito di tutta la spesa per l’assistenza extra sanitaria alla persona. Avrebbe anche il pregio di essere a costo quasi zero per lo Stato dal momento che potrebbe portare a regolarità 350-400mila rapporti di lavoro (la metà di quelli al nero); quindi con la spesa compensata dalle e

PER I GIOVANI SERVIZIO CIVILE OBBLIGATORIO ANCHE PER SERVIZI FAMILIARI

Dedicato ai giovani un articolo di Raffaele Morese su Nuovi Lavori

Si dice tra altro:

moreseNon l’assistenza ma il lavoro deve essere il principale sbocco da rendere credibile.

 Spacciare il reddito di cittadinanza come la soluzione è sconsolante, arrendevole, pauperistica. Non si può dire a un giovane, ti do 1000 euro (ammesso che ci siano le risorse per attuarlo) e poi te la sbrighi da solo.

Bisogna dirgli che c’è una politica fatta di tante scelte che lo porteranno ad avere un lavoro. E se bisogna prendere atto che ci vuole tempo per attuarle e che nel frattempo avanzano i robot che eliminano i lavori ripetitivi e semplici, allora bisogna creare ponti e formare i giovani per occupare posti di lavoro intelligenti.

 Un ponte per tutti: il servizio civile obbligatorio per i giovani ultra diciottenni, di durata medio- lunga in servizi di pubblica utilità o servizi familiari, estendendo l’esperienza volontaria in atto e ampliandola dal terzo settore al settore pubblico.

 Proporre di occuparsi del prossimo per un breve periodo della propria vita non solo è formativo per sé stessi ma fa crescere la produttività del sistema economico e sociale“.