ALLEANZA CONTRO LA POVERTA’ – Le proposte al Governo che verrà

Il 30 maggio abbiamo partecipato alla riunione della Assemblea della Alleanza che ha messo a punto le richieste al Governo che si insedierà: un impegno a combattere la povertà assoluta. Punto centrale del documento:
“Il Governo che si insedierà dovrebbe seguire la logica del “costruire correggendo”. Il monitoraggio e la valutazione dell’implementazione del Rei sono elementi cruciali al fine di osservare se si stanno facendo passi avanti nella direzione di policy definita, quali sono i correttivi necessari e qual è l’effettiva capacità della misura di superare la logica assistenzialista. Si tratta, dunque, di avviare al più presto il previsto sistema di monitoraggio al fine di cogliere le criticità esistenti nell’attuazione della misura, così da introdurre le opportune modifiche, L’esperienza – come sempre accade – dimostrerà che l’attuale impianto richiede vari aggiustamenti: alcuni sono già evidenti ed altri emergeranno nel tempo. Lavorare nell’ottica di attuare una riforma migliorandola via via dove necessario, tuttavia, rappresenta una strada ben diversa rispetto a ripartire da zero.”
 
Lo svolgimento dell’Assemblea è stato preceduto da una riunione delle strutture regionali dell’Alleanza che si vanno costituendo e funzionando in tutto il territorio nazionale.

CONVEGNO ASSINDATCOLF – FAMIGLIA, LAVORO, ABITAZIONE

Abbiamo partecipato con interesse al Convegno del 6 febbraio a Roma.
C’era praticamente tutta la politica alla quale è stata posta opportunamente la questione di come affrontano i problemi del lavoro domestico nei loro programmi.
Il punto centrale è la proposta che noi sosteniamo da quando Professione in Famiglia è nata: deduzione dal reddito di tutta la spesa per badante.
Anche senza dare risposte precise, tutte le rappresentanti della politica hanno dichiarato di prendersi a cuore i problemi proposti.
Ci è parsa singolare la seguente cosa: nessuno ha pronunciato la parola immigrati o immigrazione.
Per un settore nel quale gli immigrati sono larghissima maggioranza la cosa ci è parsa singolare. Solo Mastracola della Filcams CGIL ne ha fatto cenno in una domanda a proposito della fine che fanno i contributi versati all’Inps per immigrati che non potranno avvalersene.
Risposte generiche.
Restiamo di opinione che le giuste battaglie su questi problemi avranno scarse possibilità di successo se non si decide di fare fronte comune tra chi condivide  proposte e obiettivi.
Michele Carpinetti, Presidente di Ebincolf, ha enfatizzato l’operato della bilateralità ai fini della formazione che viene erogata gratuitamente alle lavoratrici.
Dal 2015 tremila persone formate con una spesa di 4 milioni.
Le unità paganti l’ente bilaterale sono 350mila quindi in tre anni saranno pervenuti non meno di 30 milioni complessivamente.
Da altra fonte ricaviamo che nei tre anni la spesa per prestazioni sanitarie di Cassacolf sarebbe stata  meno di 5 milioni.
Possiamo trarne un’opinione: davvero risparmiosi questi amministratori bilaterali.

CONVEGNO UNIPOL – A CIASCUNO IL SUO WELFARE

CONVEGNO UNIPOL    A CIASCUNO IL SUO WELFARE
Bisogni mutevoli, scelte individuali, risposte integrate
Si è svolto a Roma il 5 dicembre l’appuntamento annuo organizzato da Unipol tramite quello che chiamano WELFARE ITALIA laboratorio per le nuove politiche sociali.
Si è svolto un ripasso abbastanza organico di tutto il menù riguardante il welfare pubblico e privato e le sue prospettive anche con l’aggancio all’Europa.
Tra gli altri è intervenuto Tito Boeri Presidente Inps che ha sottolineato come il problema più rilevante e crescente nella prospettiva è quello della non autosufficienza e che per affrontarlo è necessario un aumento delle risorse destinate alla spesa relativa passando dal 2 al 3,2% del Pil.
Occorre dare di più alle persone che hanno veramente bisogno evitando gli abusi. Secondo il Presidente Inps occorre che di questo tema se ne faccia un programma di legislatura anche riformando la indennità di accompagnamento in un impianto nel quale l’intervento pubblico deve rimanere fondamentale.

LA BABELE DELL’ASSISTENZA DOMICILIARE IN ITALIA

LA BABELE DELL’ASSISTENZA DOMICILIARE IN ITALIA: chi la fa, come si fa.

Convegno di ITALIA LONGEVA  al Ministero della Salute
Nei giorni 11 e 12  luglio cdon il titolo Long-Term Care TWO Gli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine si è svolto a Roma  un Convegno promosso da Italia Longeva al quale abbiamo partecipato.
L’interessante discussione si è svolta soprattutto intorno ai contenuti di un documento, frutto di una impegnativa ricerca, che definisce, appunto, lo stato dell’assistenza domiciliare in Italia una BABELE.
Il tutto consultabile su www.italialongeva.it.

16 giugno 2017 Giornata Internazionale Lavoratrici e Lavoratori Domestici

Come ogni anno da alcuni anni il 16 giugno è occasione di incontro con ricca occasione di confronto tra i soggetti protagonisti del tema. Molti gli interventi di immigrati e loro associazioni e di grande rilievo quello di Elizabeth Tang, Segretaria Generale dell’International Domestic Workers Federation (Idwf). Acli Colf ha aderito recentemente alla organizzazione sindacale internazionale della categoria.
E’ intervenuto anche il Presidente di Professione in Famiglia Aldo Amoretti. Ha denunciato come il tema non autosufficienza non sia tutt’ora all’ordine del giorno della vita sociale e politica del nostro paese e come rispetto al lavoro nero di una parte grande delle badanti prevalga un atteggiamento che lo considera non un male, ma una cosa da tollerare. Del resto non c’è nessuno che chieda a Salvini se non intenda mandare a casa anche le badanti non in regola.
Amoretti ha sottolineato come tutti o quasi gli operatori del settore e le organizzazioni rappresentative concordino con l’idea di un regime di forte beneficio fiscale alle famiglie che si avvalgono della badante in regola (per semplificare diciamo deduzione dal reddito di tutta la spesa per badante). E siamo tutti d’accordo che la spesa per lo Stato sarebbe modestissima perché la riduzione fiscale sarebbe ampiamente compensata dalle entrate di Irpef e contributi sociali. Per ottenere questo risultato occorre una coalizione tra i soggetti interessati analogamente a come si è fatto sul tema povertà con la costituzione di Alleanza contro la povertà. Va dato merito ad Acli e Caritas di esserne stati promotori e di avere trascinato nella impresa molte altre organizzazioni obbligando la politica a cominciare con il mettere mano al problema. E’ una esperienza che va ripetuta a proposito di non autosufficienza e il tempo è adesso. Fra non molti mesi si andrà comunque ad elezioni politiche. Tutti i partiti e movimenti politici elaboreranno i loro programmi; quasi tutti proclamano di voler ridurre le tasse. Diciamogli per tempo: “bene incominciate con un grosso sconto fiscale alle famiglie che utilizzano badanti per assistere non autosufficienti. Il costo sarebbe minimo rispetto a tutte le altre ipotesi e l’effetto molto più benefico e rilevante.”