Il Procuratore d’aiuto – Intervista a Stefano Pozzo

Professione in famiglia ha presentato formalmente al Ministero dell’Industria e dello Sviluppo Economico la richiesta di riconoscimento professionale dei Procuratori d’aiuto, così come previsto dalla legge 4/2013 per le professioni non ordinistiche.
Abbiamo intervistato Stefano Pozzo, coordinatore nazionale dei Procuratori d’aiuto.

Domanda

Può sinteticamente riassumere la professione del Procuratore d’aiuto?

Risposta

Il Procuratore d’Aiuto è un professionista che si occupa di affiancare le famiglie analizzando le situazioni di bisogno assistenziale, nel senso più ampio e completo del termine, individuando le soluzioni più adeguate di natura tecnica, economica, amministrativa e sociale. In un contesto fortemente disgregato, in cui interagiscono fattori che appartengono a mondi che paiono paralleli (sanitario, fiscale, assistenziale), il Procuratore d’Aiuto mette a disposizione le proprie competenze per far si che questi elementi convergano il più possibile al servizio della necessità specifica.

Domanda

Quali sono state le motivazioni che vi hanno portato a creare questa professione?

Risposta

L’osservazione dei molteplici elementi del contesto di bisogni in cui le famiglie si ritrovano. La sfera dell’assistenza ha componenti di carattere umano, emotivo, sociale, economico e tecnico. Mi spiego: ci si ritrova a dover far fronte ad una necessità assistenziale in modo improvviso e generalmente impreparati. Il primissimo bisogno è orientarsi, avere informazioni certe rispetto alla propria situazione e condizione. Stante l’innegabile disinteresse dello stato rispetto a tale condizione, l’onere assistenziale ricade totalmente sulla famiglia, e strumentalmente sulla figura della badante, con tutti i limiti oggettivi che sono facilmente intuibili.
In estrema sintesi, di fronte all’emergenza la famiglia è costretta ad arrangiarsi. La possibilità di affidarsi ad un professionista permette di uscire da questa soffocante condizione.

Domanda

Professione in Famiglia si pone quindi come garante sociale tra la domanda delle famiglie e la consulenza dei Procuratori d’aiuto?

Risposta

Si, è stata la scelta fatta dall’associazione. Innanzitutto facendosi carico di creare un percorso formativo specifico; in secondo luogo ponendosi come realtà che garantisce le famiglie sulla correttezza della modalità di erogazione della consulenza, come richiesto dalla normativa sulle professioni non ordinistiche. E’ stato elaborato un codice di condotta che i Procuratori d’Aiuto devono rispettare e creato uno Sportello per il cittadino, una linea diretta e aperta per tutti coloro che abbiano necessità di valutazioni e approfondimenti in merito.

Domanda

Quali sono le caratteristiche per poter diventare un Procuratore d’aiuto?

Risposta

La caratteristica fondamentale è la predisposizione a mettere in relazione tutti i potenziali rapporti e le competenze che compongono il variegato mondo dell’assistenza, proprio per le ragioni che dicevamo prima, ossia l’assenza di un punto di sintesi tra le varie componenti. Altro aspetto è una buona confidenza con la tecnologia: il web è e sarà sempre di più uno strumento operativo per il lavoro, sia come fonte di informazioni che come modalità tecnica e di comunicazione. Basti pensare all’accelerazione che c’è stata nell’ultimo anno in termini di utilizzo e a tutti gli investimenti che verranno fatti nella pubblica amministrazione in tal senso, più volte annunciati e previsti anche nella progettazione dei Recovery Funds. In ultimo, una competenza nel settore assistenziale in senso proprio può facilitare l’apprendimento di alcune specifiche, senza per altro essere una condizione necessaria in senso assoluto.

Domanda

Essendo una nuova professione, come pensate di farla conoscere?

Risposta

Stiamo progettando l’utilizzo del web, ed in particolare dei social media, per informare le aree in cui operano i Procuratori d’Aiuto man mano che completano il percorso formativo, a supporto proprio del loro marketing sul territorio. I dati e l’esperienza ci dicono che proprio le relazioni costruite dai singoli professionisti nello sviluppo della propria attività sono il fattore più incisivo ed efficace sia in termini informativi che di redditività professionale.

Per ulteriori informazioni sul Procuratore d’aiuto

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