COVID19 – Maggiori tutele di settore

I Decreti del Governo vengono sfornati giorno per giorno al fine di rafforzare il sistema sanitario, contrastare la diffusione del virus e proteggere l’economia del Paese.

Confronti permanenti con le organizzazioni di rappresentanza per garantire il reddito di chi è stato costretto a sospendere il lavoro stanno coprendo la quasi totalità della platea coinvolgibile con l’esclusione di chi è sempre stato emarginato dall’attenzione di chi ci ha governato, nessuno escluso.

Il lavoro di ausilio familiare fornito da un esercito di colf e badanti per la cura e l’assistenza della casa e della persona vengono lasciate al loro solitario destino e insieme a loro anche le persone assistite, per lo più non autosufficienti.

Un lavoro caratterizzato dall’irregolarità e dalla spontaneità professionale. Svolto da donne per lo più clandestine che avranno più di uno scrupolo nel rivolgersi ad un medico, anche in presenza di sintomi riconducibili al Coronavirus, o di avvisare la famiglia per non perdere l’unica fonte di guadagno e di un tetto sulla testa.

Professione in Famiglia ha contattato organizzazioni di comunità extracomunitarie rappresentative di questo settore come le ucraine, moldave e le filippine e coinvolto le parti sociali che sottoscrivono il contratto di lavoro, trovando una scarsa sensibilità nel fare fronte comune adeguando il contratto alla situazione straordinaria e spingere la politica a provvedimenti adeguati per il settore.

Non si son dati per vinti! Forti del dramma a cui stanno assistendo  e hanno concordato una serie di proposte urgenti da adottare.

  1. Una sanatoria per tutti i lavoratori clandestini che permetta loro di emergere dal lavoro nero entro 12 mesi ma potendo usufruire appieno del sistema sanitario, ovvero l’apertura dei flussi migratori per lavoro in settori non coinvolti nella sospensione come ad esempio il lavoro domestico e di assistenza domiciliare o agro-alimentare.
  2. Copertura assicurativa dell’Inps anche per i domestici, finora scandalosamente esclusi.
  3. Congedi parentali anche per i casi di assistenza agli anziani non autosufficienti e ammortizzatori sociali anche per i domestici che hanno perso il lavoro.
  4. Clausole di salvaguardia sulla salute e la sicurezza sul luogo di lavoro domestico.
  5. Istituto contrattuale che preveda la sospensione dal lavoro senza dover ricorrere al licenziamento.
  6. Allargamento delle prestazioni socio-assistenziali dei fondi contrattuali.
  7. Cogliere la drammatica occasione per far emergere il lavoro nero attraverso la defiscalizzazione totale del costo sostenuto dalle famiglie nella cura di ausilio familiare fornito da badanti o da imprese specializzate nell’assistenza domiciliare.

Proposte concrete che si aggiungono agli accorati appelli di intellettuali apparsi sui quotidiani in questi giorni e l’occasione di costruire un vasto movimento di opinione che porti alla meritata ribalta il dramma di milioni di famiglie.

idee per interventi lavoro domestico (3)

lettera a Governo 27.03.2020

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