2017 – Dati Inps sul lavoro domestico: più badanti, più italiane, più vecchie, più costose

Ogni anno, la nostra associazione esamina i dati pubblicati dall’INPS sul settore domestico.

Il Dipartimento Studi e Ricerche fornisce i dati elaborati e comparati, noi li rendiamo pubblici con le nostre valutazioni sul settore

INDAGINE STATISTICA SETTORE DOMESTICO 2017

In estrema sintesi l’indagine mette in evidenza il calo degli occupati nel settore da oltre 5 anni ma che riscontra al suo interno la crescita dell’assistenza alla persona, raggiungendo quasi la metà degli occupati, con punte nel nord est con il 58% di badanti.

La presenza delle italiane nel settore è sempre più evidente e in crescita con il 27% ; le occupate con più di 55 anni sono quasi la metà della forza lavoro; le ore complessivamente lavorate nell’anno raggiungono 1,2 miliardi e la spesa sostenuta dalle famiglie supera gli 11 miliardi.

Sono 864.000 lavoratrici che forniscono un ausilio sempre più importante alle famiglie e che dimostra quanto sia necessario governare il settore con politiche di sistema, tanto più per le prospettive di invecchiamento della popolazione italiana.

La nostra legislazione e la contrattualistica  è ancora ferma alla concezione del lavoro domestico come aiuto nel disbrigo di lavori semplici, sottovalutando il ruolo di surroga assistenziale sempre più crescente.

La sua evoluzione comporta la necessità di una maggiore specializzazione della prestazione ma che non trova risposta stante la solitudine in cui operano le lavoratrici. Dall’altro versante si chiede alle famiglie di assolvere ruoli sempre più complessi nella gestione dei rapporti di lavoro e nella estenuante ricerca di personale adatto alla cura di persone non più autosufficienti.

Parallelamente alla crescita della domanda si incrementano fenomeni di malaffare, caporalato, contenzioso, truffe e ricatti.

È quindi arrivato il momento che le istituzioni e le parti sociali ricerchino soluzioni strutturali che vadano verso una semplificazione del servizio, che venga riconosciuto il servizio di ausilio alla persona fiscalmente deducibile, che le lavoratrici possano fornire la propria professionalità attraverso aziende specializzate e autorizzate, a cui le famiglie possano rivolgersi per trovare personale qualificato a rispondere ai bisogni urgenti, straordinari e non programmabili.

Con l’accordo sindacale che regolamenta l’Operatore d’aiuto, abbiamo cercato di fornire una risposta al settore ma occorre un salto di qualità culturale di tutti per modernizzare questo settore.

 

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